“È tardi, è tardi, è tardi tardi
assai!” disse un bel dì il Bianconiglio ad Alice.

Credo che “Alice nel Paese delle
Meraviglie” sia un romanzo incredibilmente attuale e realistico perché, per
quanto racconti di un mondo immaginario, in realtà questo mondo è simile a
quello reale, più di quanto da bambina avrei mai immaginato. Ogni giorno è una
continua lotta contro il tempo: corri di qua, corri di là e il tutto per
cercare di aggiustare quel “piccolo ritardo” causato da forze a noi sconosciute
che ogni volta prendono il sopravvento ahahah! E il capo può seriamente
diventare come la regina cattiva che taglia le teste ai negligenti e fa passare
le pene dell’inferno a chi non si impegna a dovere.

Ma in tutto questo il lato
positivo c’è… Il ritardo ti fa correre e la corsa ti fa rimanere in forma!
Certamente il Bianconiglio non era in ottima forma e lo si notava soprattutto
dal suo bel panciotto pronunciato, ma Alice avrà perso un bel po’ di chili a
seguire così assiduamente quel maledetto coniglio bianco! Insomma, quando siamo
in ritardo cerchiamo i percorsi più brevi che ci fanno risparmiare anche pochi minuti,
come fare le scale piuttosto che usare le scale mobili o l’ascensore oppure
camminare come pazzi infuriati e in casi estremi addirittura correre come se ci
fosse in atto una gara centrometristica (con grande imbarazzo da parte dei
passanti attoniti). Ma spesso questi pochi minuti preziosi ci fanno arrivare
puntuali a destinazione, anche se col fiatone e un po’ sudaticci. Perché allora
partire puntuali quando si può sfruttare il ritardo per fare attività fisica?
Questo è un bel dilemma cavolo: ritardo o non ritardo? Io voto per il ritardo
snellente ahahah